Solitamente ad un referendum si vota per il sì o per il no rispetto ad un determinato tema; ad una specifica domanda si chiede se si è favorevoli o meno.
Nel caso di Mirafiori si sarebbe potuto parlare di referendum se alla domanda "Approvi l'ipotesi d'accordo del 23/12/2010?" il sì portasse all'accordo e il no alla bocciatura, favorendo un nuovo tavolo di trattativa (magari assieme ai rappresentanti dei lavoratori).
In realtà è stato imbastito un bel giochetto dal sapore minaccioso che portava il dipendente ad un angosciante bivio: o accettare il pacchetto comprendente restrizioni sugli scioperi, diminuzione della pausa pranzo di dieci minuti e aumento dei turni lavorativi, oppure perdere il lavoro in quanto lo stabilimento avrebbe chiuso e Fiat se ne sarebbe andata dall'Italia.
Il genio Marchionne, pagato 1037 volte più di un operaio Fiat per far uscire l'azienda torinese dalla crisi, ha trovato la soluzione (anche questo tutto da dimostrare) togliendo ai dipendenti parte dei diritti riconosciuti dopo anni di dure lotte.
Ma gli operai hanno detto di no all'accordo, sono stati gli impiegati a ribaltare l'esito del "referendum" dando all'amministratore delegato la possibilità di gioire; guarda caso proprio i colletti bianchi a cui le restrizioni poco tangono. Eppure per Marchionne è questo il futuro.
Nel caso di Mirafiori si sarebbe potuto parlare di referendum se alla domanda "Approvi l'ipotesi d'accordo del 23/12/2010?" il sì portasse all'accordo e il no alla bocciatura, favorendo un nuovo tavolo di trattativa (magari assieme ai rappresentanti dei lavoratori).
In realtà è stato imbastito un bel giochetto dal sapore minaccioso che portava il dipendente ad un angosciante bivio: o accettare il pacchetto comprendente restrizioni sugli scioperi, diminuzione della pausa pranzo di dieci minuti e aumento dei turni lavorativi, oppure perdere il lavoro in quanto lo stabilimento avrebbe chiuso e Fiat se ne sarebbe andata dall'Italia.
Il genio Marchionne, pagato 1037 volte più di un operaio Fiat per far uscire l'azienda torinese dalla crisi, ha trovato la soluzione (anche questo tutto da dimostrare) togliendo ai dipendenti parte dei diritti riconosciuti dopo anni di dure lotte.
Ma gli operai hanno detto di no all'accordo, sono stati gli impiegati a ribaltare l'esito del "referendum" dando all'amministratore delegato la possibilità di gioire; guarda caso proprio i colletti bianchi a cui le restrizioni poco tangono. Eppure per Marchionne è questo il futuro.
Questo è un estratto de "La classe operaia va in paradiso", diretto da Elio Petri nel 1971:
Altro che futuro.